A cura del Dottore Altiero Biello, ginecologo

Desiderio sessuale e Menopausa*
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Le informazioni pubblicate su questo sito hanno solo un carattere divulgativo e non possono sostituire la visita medica.

    CHE COS'E' IL DESIDERIO SESSUALE
    Il desiderio sessuale è il bisogno fisico e mentale che motiva all’attività sessuale per ottenere una gratificazione. Può essere attivato da stimoli interni e/o esterni

    ASPETTI BIO - PSICO - RELAZIONALI DEL DESIDERIO SESSUALE
    Il desiderio sessuale è il “motore” della sessualità umana e costituisce la propensione a comportarsi sessualmente.

    DETERMINANTI DEL DESIDERIO SESSUALE
    Le radici del desiderio sono dunque molteplici. Innanzitutto, può esserci l’impulso fisico determinato prevalentemente dall’età, dallo stato ormonale, dal senso di benessere. Mentre gli estrogeni influenzano la recettività sessuale sia a livello centrale (consapevolezza) che periferico (lubrificazione), gli androgeni, il testosterone in particolare contribuiscono all’impulso per l’attività sessuale (libido) e costituiscono un fattore iniziante il ciclo di risposta sessuale.La motivazione è, invece, maggiormente legata alla durata e alla qualità della relazione, al senso di intimità emotiva e cognitiva nei confronti del partner.
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    ECCITAZIONE SESSUALE
    L’eccitazione sessuale, un passaggio critico nel ciclo della risposta sessuale femminile, è stato elegantemente descritto come un mix di sensazioni soggettive fisiche e mentali di eccitamento sessuale ed una obiettiva consapevolezza di sensazioni non-genitali e genitali dovute all’inturgidimento vulvo-vaginale, alla lubrificazione e alla tensione neuro-muscolare.
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    ORGASMO E SODDISFAZIONE SESSUALE
    L’orgasmo è un riflesso sensitivo-motorio, innescato da numerosi stimoli fisici e mentali, e richiede un adeguato substrato neurovascolare e neuromuscolare per favorire le contrazioni ritmiche della muscolatura liscia e striata vaginale, uterina, anale, ed una miotonia diffusa. Ingenera un senso di benessere e una soddisfazione modulati dal sistema neuroendocrino che di per se stessi possono rappresentare una grande fonte di piacere.
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    SALUTE SESSUALE
    Al di là dell’età e dello stato ormonale, numerose condizioni cliniche e patologie croniche assai comuni (diabete, ipertensione arteriosa, incontinenza urinaria, depressione, ecc) possono esercitare un impatto negativo sulla sessualità femminile sia per l’azione diretta sui circuiti anatomo-funzionali che sottendono la risposta sessuale, sia per i risvolti psicorelazionali che sempre accompagnano uno stato di malattia e/o disabilità. E’ opportuno sottolineare che anche una modificazione della salute sessuale che appare chiaramente correlata a determinanti biologici si accompagna sempre ad una controparte psico-relazionale, che è molto più forte in relazione alla durata di tale cambiamento e all'entità del disagio che esso comporta per la donna e/o per la coppia. I principali fattori intrapersonali che modulano la risposta sessuale nel ciclo di vita della donna sono rappresentati dall’educazione, dagli orientamenti, dalle esperienze personali e dai vissuti sessuali pregressi, dalla storia eventuale di trauma e/o abuso, dall’immagine corporea e dall’ideale di femminilità, oltre che dal senso di autostima, dal tono dell’umore e dalle caratteristiche di personali. Anche la capacità comunicative della donna, così come le risorse adattative, esercitano un ruolo altrettanto importante nell’espressione della sessualità.
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    DISFUNZIONI SESSUALI FEMMINILI
    Molto brevemente, sono state identificate quattro categorie diagnostiche che includono le disfunzioni relative al desiderio (disordine del desiderio sessuale ipoattivo, disturbo da avversione sessuale), all’eccitazione (disordine dell’eccitazione sessuale soggettiva, disordine dell’eccitazione sessuale genitale, disordine combinato dell’eccitazione sessuale soggettiva e genitale, disordine dell’eccitazione sessuale persistente) all’orgasmo (disordine dell’orgasmo) e del dolore sessuale (dispareunia, vaginismo, disturbi dolorosi non coitali). E’, però, molto frequente, soprattutto nella donna, che le varie diagnosi siano tra di loro comorbide in particolare in relazione al fattore tempo (durata del sintomo) e possano riconoscere determinanti eziologici o fattori di mantenimento di natura mista (organica, psicologica, relazionale, sociale).
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    DISTURBI DEL DESIDERIO SESSUALE
    I disturbi del desiderio sessuale sono molto frequenti durante il ciclo vita della donna e sono più spesso di natura acquisita. Il più comune è il disordine del desiderio sessuale ipoattivo (HSDD) che consiste nel persistente o ricorrente deficit (o assenza) di fantasie, pensieri, desideri a sfondo erotico sessuale con incapacità di rispondere a stimoli sessuali adeguati che diventi causa di stress o disagio personale. L’altro disturbo, meno frequente e più spesso di natura primitiva o reattiva ad una situazione stressante e/o traumatica, è rappresentato dal disordine di avversione sessuale che consiste nella persistente o ricorrente avversione fobica ed evitamento del contatto sessuale con un partner che diventi causa di stress o disagio personale.
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    EPIDEMIOLOGIA DELLE DISFUNZIONI SESSUALI FEMMINILI (FSD)
    I disturbi e i problemi sessuali hanno un’elevata prevalenza durante l’intero arco di vita femminile. Dati recenti hanno riportato una prevalenza di disfunzioni sessuali del 43% in un ampio campione di donne statunitensi di età compresa tra i 18 e i 59 anni. Tale indagine ha sottolineato come lo scarso interesse sessuale è il più comune disturbo sessuale ed esista un alto grado di comorbidità tra disordini di diversa natura.
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    MENOPAUSA E SINTOMI SESSUALI
    In un campione di 355 donne italiane tra i 46 e i 60 anni afferenti a dieci centri della menopausa distribuiti sul territorio nazionale e che non avevano mai assunto terapia ormonale sostitutiva, la secchezza vaginale era presente nel 45.1% dei casi, mentre la dispareunia era presente nel 29.8% del campione di studio. I sintomi ridotta libido/disagio durante l'intimità si riscontravano nel 22% dei casi, mentre la riduzione del piacere sessuale era presente nel 45.9% delle donne in postmenopausa. Un elevato grado di comorbidità era presente tra i differenti sintomi sessuali e stratificando il campione per età e per anni trascorsi dall'ultimo ciclo mestruale spontaneo si confermava che entrambi i fattori esercitano un ruolo determinante nella presenza dei sintomi sessuali. Nel medesimo campione di studio, allorquando l'intensità dei sintomi sessuali è stata analizzata rispetto alla presenza dei sintomi vasomotori, psicologici e fisici, si è riscontrato che le donne maggiormente sintomatiche sul versante sessuale erano quelle che presentavano emozioni negative, peggior salute fisica e problemi genito-urinari. I sintomi vasomotori non erano diversamente riportati in donne più o meno sintomatiche sul versante sessuale. Questi dati confermano l’idea che nelle donne in postmenopausa esiste un effetto “domino” della sintomatologia menopausale, soprattutto per quanto riguarda i sintomi relativi al benessere fisico e mentale, sulla rilevanza clinica dei sintomi sessuali.
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    DISFUNZIONI SESSUALI NELLE DONNE DI MEZZA ETA'
    Uno studio recente condotto in un campione di donne sudamericane tra i 40 e i 64 anni ha documentato che in più della metà (51.3%) delle donne sessualmente attive era presente un sintomo sessuale; in particolare, un disturbo del desiderio era presente nel 37.8% dei casi, un disturbo dell’eccitazione nel 33.6% dei casi, la dispareunia nel 34.8% e la disfunzione orgasmica nel 26% dei casi.
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    FATTORI EZIOLOGICI DEL DISTURBO DEL DESIDERIO SESSUALE IPOATTIVO (HSDD)
    La cause alla base del disturbo del desiderio sessuale ipoattivo (HSDD) sono molteplici e possono appartenere, come nel caso di altri sintomi sessuali, sia alla sfera organica che a quella psico-relazionale. Tra i fattori biologici coinvolti, i più frequenti sono costituiti dall’assetto ormonale, per esempio bassi livelli di androgeni conseguenti all’ovariectomia e ipotiroidismo, dal tono dell’umore, dall’uso di alcuni farmaci quali gli antidepressivi SSRIs, gli antiipertensivi, i chemioterapici e gli antiormoni, dall’uso di alcool e droghe ricreative, dalle malattie croniche e dai relativi trattamenti. Problemi relazionali ed interpersonali così come fattori socio-culturali di contesto quali la condizione lavorativa, l’instabilità economica e le norme sessuali pure possono svolgere un ruolo determinante.
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    IL RUOLO DEL MEDICO NELLE DISFUNZIONI SESSUALI
    Le donne possono non essere disponibili ad iniziare spontaneamente una conversazione sul tema della sessualità, ma generalmente hanno piacere a ricevere domande in proposito. La percentuale di donne che riportano un problema sessuale cresce in modo significativo quando vengono effettuate domande mirate.Il medico ha dunque un ruolo centrale nella diagnosi, nella prevenzione e, laddove possibile, nella terapia dei sintomi sessuali femminili.
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    FINE

    * Da una relazione di Rossella E. Nappi della Sezione di Clinica Ostetrica e Ginecologica, Dipartimento di Scienze Morfologiche - Università degli Studi di Pavia



Dottore Altiero Biello
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