L’attività sessuale comporta il rischio di diffusione di malattie a trasmissione sessuale.
Di maggiore o minore gravità, tutte possono essere pericolose per la salute. Pertanto è
fondamentale conoscerle e porre una diagnosi tempestiva.
Le Malattie Sessualmente Trasmesse (MST) sono contratte, come è facile immaginare,
attraverso il contatto con i genitali esterni dell’altro sesso o del proprio, sono causate
da diversi organismi (virus, batteri, protozoi, miceti, insetti), colpiscono l’apparato
riproduttivo e, in alcuni casi, si diffondono ad altri organi ed apparati; tutte favoriscono
le infezione da HIV (AIDS).
A turbare i sonni e i sollazzi dei nostri antenati nel XIX secolo sono state principalmente la sifilide, la
gonorrea, l’ulcera molle, il linfogranuloma venereo; oggi, a queste, si aggiungono l’AIDS, l’Herpes, le
infezioni da papillo virus, la tricomoniasi, la tracomatosi, l’infezione da MYcoplasma, ma la lista
completa ne annovera più di 30, e la lista… è in espansione!

Secondo l’OMS, la stima della incidenza annuale delle MST curabili (eradicabili, ossia non virali) è di 340
milioni di nuovi casi in adulti di età compresa tra 15 e i 49 anni: di questi, 69 milioni si concentrano
nell’Africa Sub-sahariana e 151 milioni nel Sud e Sud-Est asiatico.
In particolare, per quanto riguarda le MST di natura non virale, ogni anno nel mondo si stimano:
12 milioni di nuovi casi di sifilide,
62 milioni di gonorrea,
92 milioni di infezione da Chlamydia trachomatis
173 milioni di infezione da Trichomonas vaginalis.

COME SI MANIFESTANO LE MST?

Non sempre le MST si presentano con un sintomo od un segno specifico. Per esempio, si stima che 10-
20% della popolazione maschile ed il 75% di quella femminile con infezione da Chlamydia trachomatis
rimanga asintomatico; tale caratteristica comporta la facile trasmissibilità dell’infezione durante i
rapporti sessuali, se questi ovviamente non risultano protetti. Questo è anche il motivo per cui
l’apparenza sana del proprio partner sessuale, così come l’apparente normalità delle sue aree genitali,
non costituiscono una garanzia di non poter acquisire una MST.

UN PO’ DI CLASSIFICAZIONE:

MST BATTERICHE : Sifilide – Ulcera venerea – Linfogranuloma venereo – Vaginosi batterica – Gonorrea –
Infezione da Clamydia trachomatis – Infezione da micoplasmi genitali – Donovanosi (o granuloma
inguinale).
MST VIRALI : Herpes simplex anogenitale – Mollusco contagioso – Infezioni da Human Papilloma Virus –
Infezioni da HIV
MST MICOTICHE : Candidosi genitale
MST PARASSITARIE : Scabbia (Sarcoptes Scabiei) – Trichomoniasi Vaginalis – Pediculosi del
Pube(Phthirius pubis)
Le MST possono essere classificate anche usando criteri diversi:
MST CON LESIONI ORGANICHE: Sifilide – Ulcera venerea – Linfogranuloma venereo – Gonorrea –
Donovanosi (o granuloma inguinale) – Mollusco contagioso – HSV – HPV Scabbia – Pediculosi del pube
MST SENZA LESIONI EVIDENTI: Vaginosi batterica – Infezione da Clamydia trachomatis – Infezione da
Mycoplasmi genitalis – Trichomoniasi genitalis – Candidosi vaginale
MST CON MANIFESTAZIONI CLINICHE SISTEMICHE: HIV
MST RILEVANTI PER LA FERTILITA’ DI COPPIA: Sifilide – Gonorrea – Infezione da Clamydia Trachomatis
– Herpes simplex genitale – Infezione da Trichomonas Vaginalis – Infezioni da Human Papilloma Virus –
Infezioni da HIV.
FATTORI DI RISCHIO:
Il fattore di rischio più importante è il mancato utilizzo di metodi protettivi di barriera: il preservativo;
segue a ruota la scarsa istruzione/informazione e, ancora, un elevato numero di partners sessuali,
partners sessuali occasionali, coinfezione da HIV, una precedente storia di MST.
Ci sono anche delle condizioni predisponenti, sia biologiche, come la giovane età, il sesso femminile,
che comportamentali, come la tossicodipendenza, l'alcolismo, la promiscuità sessuale, il turismo
globale, l’immigrazione
MODALITA’ DI CONTAGIO:
Le modalità di contagio sono due: il contatto eterosessuale/omosessuale e il contagio madre-figlio
durante la gravidanza e il parto (trasmissione verticale)
SINTOMI PRINCIPALI:
sono simili nei due sessi
nella donna: perdite vaginali – bruciore – dolore – ulcere genitali – dolori addominali
nell’uomo: dolore – bruciore – perdite uretrali – ulcere genitali

COMPLICANZE DELLE MST:
PID (sterilità, gravidanze extrauterine) – aborto – infezione neonatale – coinvolgimento pluriviscerale –
insorgenza di tumori

DIAGNOSI DI MST:

La diagnosi di MST si pone avvalendosi di
– Ricerca del germe direttamente nelle secrezioni genitali con esame microscopico e/o colturale
attravesro tampone vaginale – uretrale – rettale
– PCR
– HPV DNA test (Analisi sicura per la prevenzione delle lesioni del collo dell’utero)
– Esami del sangue e/o sierologici

Di seguito, diamo qualche informazione su alcune MST.
GONORREA
Il responsabile della gonorrea è un gonococco (da cui il nome della malattia): Neisseria
gonorrhoeae.
I sintomi (ma ricordo che talora, soprattutto nella donna, i sintomi possono non essere presenti)
sono, nella donna, cervicite, perdite giallo-verdastre, irritazione vulvare; nell’uomo, uretrite e
distrurbi della minzione.
Il periodo di incubazione varia da pochi giorni ad una settimana dal contagio con un partner infetto.
Le mucose coinvolte nell’infezione sono quella cervicale, anale e oculare; il primo sito di infezione è la
cervice; dal 10 al 40% delle donne infette vanno incontro a PID.
Le complicanze della gonorrea sono Uretrite, Epididimite, Proctite, Cervicite, Endometrite, Salpingite,
Congiuntivite (, Infezione amniotica, Infezione gonococcica disseminata; in gravidanza può causare
l’infezione del feto all’atto del parto (oftalmoblenorrea neonatale).

INFEZIONE DA CHLAMYDIA TRACHOMATIS
L’agente eziologico che causa questa MST è Chlamydia trachomatis, un batterio gram-negativo
parassita obbligato endocellulare di 200-300 nm (sierotipi da D a K)
L’infezione genitale da C. è frequente, il 3%-5% delle donne sessualmente attive ne sono affette, e
spesso decorre sia nell’uomo che nella donna in modo totalmente asintomatico (uomo più del 50%,
donna oltre 80%).
La cervice è la sede più frequente di infezione.
Nei paesi dell’Europa Occidentale tale infezione è causa del 40% delle uretriti maschili.
I sintomi prevalenti sono, nell’uomo, presenza di secrezioni uretrali, disuria, infezioni rettali (spesso
asintomatiche), infezioni faringee (asintomatiche); nella donna: sanguinamento intermestruale o
postcoitale, dolore in basso addome, cervicite mucopurulenta e/o sanguinamento da contatto,
secrezioni vaginali purulente (anche con secrezioni anali, proctiti), infezioni faringee ed anali.
Le complicanze includono cervicite, infertilità, dolore cronico, salpingite, PID, gravidanza ectopica,
uretrite, epididimite, proctite, endometrite, otite media nei bambini, congiuntiviti, sterilità. In
gravidanza, l’infezione è associata ad un aumento dei parti pretermine, delle morti fetali e delle
morti neonatali.

Una forma rara è dovuta a tipi differenti di Chlamydia che causano il linfogranuloma venereo, malattia
che si manifesta con adenopatia molle femorale o inguinale solitamente da un solo lato, proctocolite
con potenziali esiti in fistole rettali o anali.
Casi sporadici sono segnalati in Nord America, Europa, Australia, è endemica, invece, in Est Africa,
India, Sud est asiatico, Sud America e Caraibi.
Al I stadio della malattia è presente una ulcerazione dolente tipo herpes, al II stadio, linfoadenite
inguinale dolente, al III stadio, a volte dopo anni, proctocolite con stenosi rettale ed elefantiasi dei
genitali. La sierologia per Chlamydia trachomatis (L-type serovar) può indirizzare la diagnosi. La ricerca
colturale o mediante biologia molecolare ne confermerà la diagnosi. In gravidanza l’infezione è
associata ad un aumento dei parti pretermine, delle morti fetali e delle morti neonatali.

SIFILIDE
“mal francese” per i napoletani! …e viceversa, per i francesi, mal napoletano l’agente etiologico della
Sifilide è il Treponema pallidum; è un’infezione trasmessa sia per via sessuale che per via verticale;
determina lesioni di colorito rosso o marrone non dolenti su bocca, dita ed organi riproduttivi
Sifilide in fase primaria
Dopo 10-30 giorni dal contagio compare il “sifiloma primario”: piccolo nodulo eroso in superfice, rosso
cupo e tipicamente non dolente, persistente per 3-6 settimane
Sifilide in fase secondaria
Comparsa di lesioni di tipo psoriasico ed eczematoso
Sifilide in fase terziaria
Comparsa di lesioni distruttive, (Gomma luetica)
La diagnosi si pone con l’ausilio di manifestazioni cliniche, osservazione microscopica, test sierologici,
VDRL e Treponema test.

VULVOVAGINITE DA CANDIDA – (VVC)
Agente eziologico: Candida albicans (75 – 80%); La C. glabrata prevale nelle forme non-albicans
Almeno un episodio nel 75% delle donne in età fertile e un secondo episodio nel 40 – 50%; presente in
forma ricorrente (4 o più episodi l’anno) nel 5 – 10%; le portatrici asintomatiche sono 10 – 20%
La diagnosi clinica si basa su
presenza di leucorrea bianca, granulare, adesa
pH < 4,5
Assenza di odore
Iperemia, edema, fissurazioni
Prurito, bruciore

Vaginosi Trichomonas   Candida
asintomatica   50%  10-50%  10-20%
leucorrea  +++  +++  ++
Fishy odor ++++ ++ –
bruciore – +++ +
prurito – + +++
dispareunia – + +++
disuria  –  +++ –

L'esame colturale è indicato solamente in caso di esame clinico positivo e microscopia negativa o di VVC
complicata.

INFEZIONI DA PROTOZOI
Trichomonas vaginalis
Entamoeba histolytica
Giardia lamblia
Tricomoniasi:
Trichomonas vaginalis è un parassita unicellulare, presente sia nell’uomo che nella donna.
Causa irritazioni vaginali, perdite maleodoranti, prurito e spotting nelle donne sintomatiche.
La maggior parte degli uomini è asintomatica

INFEZIONI DA VIRUS
Human papilloma virus (HPV)
Herpes simplex virus
HIV (AIDS)
Cytomegalovirus
Infezione da HPV
Rappresenta la MST ad etiologia virale più frequente nei paesi occidentali, si contrae più facilmente da
adolescenti; rappresenta 1/3 di tutti i casi di MST segnalati
Le lesioni precancerose e il cancro cervicale sono correlate all’infezione da HPV, che puo’ infettare
l’epitelio squamoso di tutto il tratto genitale con effetti analoghi
Vulva -> VIN = Neoplasia Vulvare Intraepiteliale
Vagina -> VAIN = Neoplasia Vaginale Intraepiteliale
Ano -> AIN = Neoplasia Anale Intraepiteliale
INFEZIONE CLINICA -> evidenziabile ad occhio nudo
INFEZIONE SUBCLINICA -> evidenziabile con ac. Acetico 3-5% e colposcopia
INFEZIONE LATENTE -> evidenziabile con tecniche di biologia molecolare per HPV-DNA su tessuto
clinicamente sano
Nel tratto genitale si riscontrano più di 35 tipi di HPV
I tipi 16-18- 31-33- 35-39- 45-52- 55-56 sono associati a quadri istologici di media o grave displasia fino al
carcinoma
I tipi 6-11 sono riscontrati in più del 90% delle lesioni benigne
Le sedi più frequenti d’infezione sono quelle suscettibili ai microtraumi durante il rapporto sessuale
L’HPV penetra nello strato basale dell’epitelio pavimentoso, il genoma virale raggiunge il nucleo della
cellula dove si stabilisce in forma episomale; l’incubazione varia da 3 settimane ad 8 mesi (in media 3
mesi). L’infezione si trasmette anche da lesioni subcliniche
Il 50% delle donne con infezione vulvare presenta infezione cervicale.
Lesioni squamose intraepiteliali (SIL) – (Bethesda system)

CIN 1 corrisponde SIL 1 (basso grado)
CIN 2-3 corrisponde SIL 2 (alto grado)
INFEZIONE CLINICA DA HPV
CONDILOMA ACUMINATO: escrescenze vegetanti a superficie crestiforme, biancastre, singole o
confluenti in masse a cavolfiore
CONDILOMA PAPULARE: lesioni rotondeggianti cupoliformi,  a superficie rugosa, isolate o confluenti
a formare placche
CONDILOMA PAPILLOMATOSO: lesioni sessili , singolee o multiple, papille confluenti in una larga
base di impianto
La prevenzione primaria del tumore della cervice uterina si attua attraverso l’eliminazione dei fattori di
rischio:
Precoce inizio attività sessuale
Elevato numero di partner
Infezioni genitali (HPV)
Fumo
La prevenzione secondaria, attraverso il P A P  T E S T.

HERPES GENITALIS
Troppo spesso non diagnosticata, in Italia è la MST virale più diffusa dopo l’HPV.
Spesso c’è assenza di manifestazioni cliniche e sintomi
E’ un’infezione cronica, durante la quale il virus periodicamente viene dismesso dalle superfici
epiteliali.
L’agente eziologico responsabile è Herpes Simplex DNA-Virus
Ve ne sono di 2 tipi:
HSV DI TIPO 1: Virus Varicella Zoster – Citomegalovirus – HSV umano tipo 7 (10-20 dei casi)
HSV DI TIPO 2: Epstein Barr Virus – HSV umano tipo 6 – HSV umano tipo 8 (80-90% dei casi)
Il virus infetta le cellule epiteliali poi, attraverso le terminazioni nervose dei nervi sensitivi, si
localizza nei gangli secondari delle radici spinali corrispondenti alla zona cutanea interessata dalle
lesioni e là si latentizza; in seguito a febbre, stress, mestruazioni, UV, corticosteroidi, antiblastici si
riattiva episodicamente a intervalli irregolari.
Prima infezione si manifesta con vescicole multiple intatte per 24-36 ore, che si rompono
spontaneamente, mostrando aree disepitelizzate
Zone interessate: piccole labbra – grandi labbra – cute perianale – monte di venere – zona periclitoridea –
uretra – vagina – cervice