Di seguito riportiamo le domande che più frequentemente ci vengono inviate e le relative risposte

Se il vostro quesito non rientra fra queste domande, inviatecelo, inoltrando una mail a: deltaa@libero.it

 RAPPORTI SESSUALI DURANTE LA GRAVIDANZA

Qualche consiglio riguardo al sesso in gravidanza

I rapporti in gravidanza richiedono, innanzitutto, una certa dose di buon senso. Il partner deve rispettare le esigenze sia fisiche che psicologiche della futura mamma, armandosi di pazienza e di delicatezza (sono sconsigliabili, infatti, rapporti troppo irruenti).

1) Si possono avere rapporti in gravidanza? Quali precauzioni vanno prese?

In una gravidanza normale, non ci sono controindicazioni ad avere rapporti con il partner. Tuttavia si consiglia una moderata attività, almeno nel primo trimestre, e se il partner è portatore di qualche infezione è meglio sospendere i rapporti, poiché vaginiti o altre infezioni potrebbero influire negativamente sul normale decorso della gravidanza. In questi casi è consigliabile l’utilizzo del preservativo durante i 9 mesi, per scongiurare un’eventuale trasmissione di virus o infezioni da parte del padre. Anche se la gravidanza è patologica potrebbe essere necessario astenersi dai rapporti per evitare il rischio di aborto o di parto prematuro.

2) Ci sono pericoli per il nascituro?

Solo nel caso di gravidanza patologica: nei primi due trimestri i rapporti vanno evitati in caso di minaccia di aborto; nel terzo trimestre, inoltre, ci sono situazioni particolari (come, ad esempio, i casi di placenta previa) in cui è meglio evitare i rapporti o si rischia un parto prematuro.

3) Perchè spesso si verifica un calo del desiderio durante la gravidanza?

Soprattutto per cause psicologiche, oltre che per una “tempesta ormonale” tipica della gravidanza. La futura madre vive il cambiamento in corso: eventuali dubbi e incertezze, oltre alle preoccupazioni che quasi inevitabilmente si presentano alla mente della donna; il fatto che il concepimento sia stato desiderato o accidentale; quanto si è desiderato avere un figlio e quanto è stato complicato concepirlo.

4) Il calo del desiderio può riguardare anche il padre?

In misura minore, ma anche i futuri padri a volte possono essere condizionati psicologicamente dalla gravidanza fino ad avere un calo di desiderio. Di solito, questo accade principalmente per due motivi: il primo è che trovano la partner meno attraente; il secondo è che, anch’essi, temono che i rapporti possano essere dannosi per il nascituro.


RAPPORTI SESSUALI NEL POST-PARTUM

Consigli riguardo ai rapporti post partum

Dopo il parto la donna deve essere aiutata a capire che i cambiamenti che sta attraversando sono del tutto normali. Quindi è consigliabile parlare con il ginecologo o con l’ostetrica di qualsiasi dubbio o preoccupazione e soprattutto bisogna dialogare con il marito, che dovrà essere paziente e attendere che la sua partner si senta pronta per riprendere i rapporti e l’intimità di coppia. Se la situazione non fosse risolvibile così semplicemente e si dimostrasse patologica, presso molte strutture ospedaliere è possibile consultare psicologi e psichiatri esperti in materia.

1) Dopo il parto quanto aspettare prima di avere rapporti?

Almeno 30 giorni prima di riprendere l’attività sessuale con il partner. Diverso è l’aspetto psicologico: la donna dovrà affrontare una realtà tutta nuova e tanti cambiamenti che possono anche spaventare, mentre, dal punto di vista ormonale, dopo il parto c’è una riduzione di estrogeni, che porta come conseguenza una sensazione diffusa di stanchezza fisica e disforia come la malinconia, che in molte donne si trasforma in vera e propria depressione (depressione post parto).

2) Quali sono le cause che possono provocare dolore durante i rapporti dopo il parto?

Lo stesso calo di ormoni che può causare la depressione post parto, rende più fragile la mucosa vaginale e di conseguenza i rapporti possono causare bruciore e piccole lacerazioni. Prima di riprendere i rapporti, perciò, bisogna aspettare che questa situazione transitoria si risolva. Inoltre, se durante il parto ci sono state delle lacerazioni o è stata effettuata un’episiotomia bisogna attendere che questi dolori chirurgici guariscano.

3) La contraccezione è necessaria immediatamente dopo il parto? Che tipo di contraccettivi si possono usare durante l’allattamento?

Subito dopo il parto, l’elevata presenza di prolattina nel sangue riduce l’attività ovarica della puerpera, ma il ciclo potrebbe ricomparire già a distanza di 2-3 mesi dal parto, e, perciò, anche un’ovulazione precedente. Per scongiurare una nuova gravidanza troppo ravvicinata alla precedente, è necessario prendere delle precauzioni di tipo contraccettivo. In allattamento non è possibile assumere contraccettivi estroprogestinici (la classica pillola) poiché gli estrogeni che contengono possono influire sulla produzione del latte. Esistono però dei contraccettivi orali a base di solo progesterone che possono essere assunti per tutta la durata dell’allattamento. E’ consigliabile anche l’utilizzo del preservativo.

 

ENDOMETRIOSI

1) si guarisce dalla Endometriosi?

No, l’Endometriosi si comporta come una malattia di tipo cronico-recidivante, ma attualmente la terapie mediche e chirurgiche riescono a controllare i sintomi e la evoluzione nella maggior parte dei casi

2) e’ vero che l’Endometriosi porta alla sterilità?

Si, a causa di aderenze peritubariche e pelviche che impediscono il passaggio degli spermatozoi o l’incontro tra questi e l’ovocita o infine il trasporto in utero dll’ovocita fecondato

3) esistono terapie efficaci?

Prevalentemente, in uso attuale sono alcuni derivati del progesterone e analoghi del GN-RH, mentre la chirurgia piu’ utilizzata e’ quella laparoscopica.

4) che bisogna fare in presenza di una cisti endometriosica in donna che non ha avuto ancora figli?

Attualmente si preferisce un approccio medico, fallito il quale, dopo circa 6 mesi, si aggredisce la cisti Endometriosica con chirurgia laparoscopica, invitando nei mesi successivi la coppia ad avere rapporti “mirati”

5) è vero che l’Endometriosi puo’ localizzarsi in vari organi?

Si, infatti oltre alla localizzazione pelvica in utero – ovaie – salpingi – peritoneo – vescica e setto rettovaginale, puo’ addirittura, e per fortuna raramente, riscontrarsi in tutti gli organi: cute (su pregressa cicatrice), intestino, polmone, cervello, occhio, etc..

6) a che serve la laparoscopia nel caso di Endometriosi?

Ha una funzione sia diagnostica, perchè consente di evidenziare e “stadiare” la malattia precisandone la estensione, e sia terapeutica: difatti la Laparoscopia è spesso “risolutiva” in quanto consente la eliminazione dei focolai di malattia e delle stesse cisti endometriosiche ovariche, che rappresentano, insieme alle aderenze, l’espressione più frequente della malattia

 

MENOPAUSA

1) a che età si va in Menopausa?

A circa 50 anni, con variazioni comprese mediamente tra 48 e 52

2) l’età della Menopausa varia?

Esistono vari tipi di menopausa, come quella fisiologica, compresa tra 48 e 52 anni, quella chirurgica, legata alla ablazione delle ovaie e quella precoce, che teoricamente si può realizzare per cause genetiche a qualsiasi età

3) quali sono i sintomi?

Estremamente variabili per intensità e numero: disturbi vasomotori come vampate di calore, sudorazioni, arrossamenti del viso; disturbi psicosomatici come insonnia, irritabilità, riduzione del tono dell’umore, riduzione della libido; sintomi genitourinari come atrofia delle mucose e maggiore suscettibilità alle infezioni; sintomi osteoarticolari come la osteoporosi ingravescente

4) esistono terapie efficaci a controllare i sintomi?

Le terapie ci sono e si dividono in comportamentali e farmacologiche. Le prime consistono in una dieta appropriata, attività fisica, abolizione del fumo; le altre includono la integrazione di calcio e vitamina D e, in casi selezionati, molecole in grado di rallentare l’evoluzione della osteoporosi. Infine esiste una terapia ormonale e con fitoestrogeni che riesce quasi sempre a controllare tutti i sintomi

5) è vero che gli ormoni favoriscono il cancro?

Dopo una lunga e contraddittoria diatriba tra sostenitori e detrattori, un ampio studio effettuato su scala mondiale e denominato “Women’s Healt Initiative” ha verificato la presenza su 1000 donne di 3,3 casi di cancro mammario in quelle che assumevano placebo (cioè nulla) ,rispetto a 4,1 casi su 1000 in quelle che assumevano TOS (terapia ormonale sostitutiva). A voi le conclusioni.

6) che si puo’ fare per prevenire l’osteoporosi?

Un corretto stle di vita, attività motoria, corretta alimentazione e controlli preventivi ne rappresentano i cardini

7) è vero che alcune donne non accusano sintomi mentre altre si e di intensita’ variabile fino a renderli insopportabili?

Verissimo al punto tale che in alcune donne l’unico segnale è la scomparsa del ciclo mestruale!

8) quali accertamenti è necessario fare in Menopausa?

    – EMOCROMO COMPLETO
– GLICEMIA
– AZOTEMIA
– TRANSAMINASI
– BILIRUBINA TOT. E FRAZ.
– QPE
– F. ALCALINA
– SIDEREMIA
– FERRITINEMIA
– PT-PTT-ATIII
– FIBRINOGENO
– CALCEMIA
– FOSFATEMIA
– URINE CON URINOCOLTURA
– FSH
– OH-PROLINURIA NELLE 24 ORE
– CALCIURIA NELLE 24 ORE
– FOSFATURIA NELLE 24 ORE
– PTH

    * DENSITOMETRIA OSSEA
* ECO MAMMARIA
* MAMMOGRAFIA
* RX. RACHIDE IN ORTOSTATISMO
* ESAME MORFOMETRICO RACHIDE
* VISITA SENOLOGICA
* ECO PELVICA TRANSVAGINALE
* PAP TEST
* VISITA GINECOLOGICA

9) è vero che il desiderio sessuale cala?

Purtoppo, sebbene con variabile intensità, il fenomeno è ritenuto fisiologico e legato al calo ormonale degli steroidi sessuali come il testosterone, ma anche in questo casi è possibile ricorrere a presidi terapeutici.

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