L’anatomia umana dell’area genitale è quanto mai differente da soggetto a soggetto e nel corso del
tempo. Standardizzare canoni estetici dai limiti netti e decisi è quindi una forzatura. Talvolta però
possono esserci alterazioni morfologiche legate a traumi, interventi , malformazioni congenite o parto
naturale rilevanti che inducono a disagi importanti che possono limitare la vita di relazione nella sua
quotidianità e tanto più la sfera sessuale.
A questo si aggiunga il fatto che con il trascorrere del tempo anche l’anatomia dell’area genitale muta:
il monte di venere diventa più grasso, le grandi labbra tendono ad afflosciarsi e le piccole ed allungarsi.
A seguito del parto, soprattutto se plurimi, la muscolatura vaginale perde tono e determinando sensibili
modificazioni nell’ambito dei rapporti sessuali.
Per questo negli ultimi anni ad una chirurgia estetica “classica” si è affiancata un rimodellamento dei
genitali esterni sotto forma di semplici rimodellamenti cosmetici dell’aspetto esterno dei genitali (ad es.
riduzione delle piccole labbra), oppure come il restringimento della vagina , hanno lo scopo di
incrementare il piacere fisico e costituiscono una vera e propria novità nel mondo della chirurgia
estetica.

LABIOPLASTICA o NINFECTOMIA
Di gran lunga il più popolare intervento estetico per i genitali femminili, la riduzione delle piccole
labbra (o labioplastica, come anche viene chiamata) viene eseguita per ragioni puramente estetiche, o
per ridurre i fastidi dovuti alle eccessive dimensioni delle piccole labbra visibili con uno slip o un
costume o in numerose attività sportive o ancora nel rapporto sessuale. Altre volte è l’imbarazzo in
presenza di un partner a costituirne la principale motivazione. L’intervento plastico di riduzione è
estremamente semplice e molto rapido, eliminando le eccedenze di mucosa ed armonizzando i margini.

Si risolve in pochi minuti dopo un’anestesia locale e la piccola incisione guarirà in breve, senza lasciare
tracce. Il regime di ricovero è in day surgery con ritorno a casa che avviene poco dopo l’intervento.

LIPOSUZIONE E RIMODELLAMENTO DEL PUBE
Per una questione fisiologica, il grasso può concentrarsi nella regione pubica creando un evidente
dislivello rispetto all’addome. In questo caso si può provvedere con una mini lipoaspirazione mirata,
realizzata in anestesia locale, attraverso un’incisione di un paio di millimetri. Rimosso il grasso in
eccesso che sormonta il monte di Venere, il pube ritroverà un profilo più armonioso e sensuale senza
tracce visibili della chirurgia. Spesso tale accorgimento viene realizzato simultaneamente alla
liposuzione dell’addome.

RICOSTRUZIONE DELL’IMENE (IMENOPLASTICA)
Negli ultimi 10 anni, le richieste di questo intervento di chirurgia estetica sono triplicate sulla base della
tendenza di donne che vogliono rivivere “una seconda prima volta”,  “una seconda luna di miele”. La
ricostruzione dell’imene è un semplice intervento chirurgico, il cui scopo è restituire la verginità
anatomica. I lembi lacerati dell’imene vengono riaccostati e suturati, creando una situazione simile a
quella precedente al primo rapporto sessuale. Si effettua in day hospital.

INTERVENTI DI CORREZIONE ESTETICA DOPO IL PARTO (VAGINAL TIGHTENING)
Si stima che in Italia, al momento del parto, ammonti a ben il 60-70% la percentuale di donne
sottoposte ad episiotomia. L’episiotomia è l’incisione chirurgica della pelle e dei muscoli del perineo
nella parte posteriore della vagina e viene praticata quasi di routine durante il primo parto, per
prevenire danni al neonato e lacerazioni maggiori che sarebbero difficili da suturare. La chirurgia
plastica può intervenire anche in questo caso, correggendo sia la cicatrice (asportando il tessuto
danneggiato), sia per riportare a condizioni normali l’apertura della vagina. Molto spesso, infatti, in
seguito al parto e all’episiotomia (ma anche all’età), l’apertura può risultare ingrandita o asimmetrica.
Lo scopo del restringimento della vagina, o “vaginal tightening cosmetico”, è quello di incrementare la
sensibilità durante l’atto sessuale, specialmente in donne che abbiano già partorito. Il vaginal tightening
cosmetico viene normalmente effettuato restringendo la parte terminale (più sensibile) della vagina e
l’orifizio esterno. Il vaginal tightening con finalità estetiche non ha alcun effetto su problemi come
l’incontinenza urinaria o il prolasso uterino, ed è anzi sconsigliato in queste situazioni. L’ intervento di
vaginal tightening viene eseguito in anestesia generale con 1 notte di ricovero. Anche in questo caso è
possibile l’associazione con riduzione delle piccole labbra o con la liposuzione del pube. I rapporti
sessuali possono essere ripresi dopo 2 mesi

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